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SVN solovelanet: rivista digitale dedicata al mondo della vela. Articoli di navigazione, di nautica e barche a vela

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53 www.solovela.net Probabilmente qualche barca era ancorata in modo poco adeguato, ma la origine dei disastri avvenuti è da ricercarsi probabilmente nella scarsa abitudine di seguire l'evoluzione della meteo. Memori di quanto avvenuto nel 2018, quest'anno molti charter sono rientrati ad Atene un paio di giorni prima della fine della crociera, proprio per evitare il ciclone Ianos. Eppure, sarebbe bastato seguire con più attenzione l'evoluzione delle previsioni per capire che già dal pomeriggio del 16, sia le previsioni a larga scala, che quelle a livello locale segnalavano un progressi - vo indebolimento dei fenomeni drammatici previsti, indebolimento confermato nelle ore successive dai principali siti meteo. Ad aumentare l'ansia ha comunque contribuito il desiderio di sensazionalismo e l'approssimazione, con cui TV e quotidiani annunciavano sfracelli, a cui sono seguite le telefonate preoccupate di parenti e amici che dall'Italia avvertivano chi stava in Grecia del pericolo incombente. La mattina del 18 settembre appariva chiaro che il medicane nell'impatto col Peloponneso si era frantu - mato in più centri minori. A livello locale nell'isola di Poros, si registrava un vento forza 5 con raffiche fino a 6 da S e SE e cielo coperto. In seguito, venti da S, poi da NE e N forza 3 - 4 e qualche temporale. In sintesi, quando si parla di fenomeni violenti, prima di strapparsi i capelli è bene confrontare più fonti e seguire l'evoluzione delle previsioni, consapevoli che la perturbazione in arrivo potrebbe attenuarsi come approfondirsi, nel qual caso è bene aver pronto il pia - no "B" e mettersi velocemente in sicurezza. I l termine per definire un ciclone mediterraneo deriva dalla fusione di mediterranean hurri- cane, un fenomeno con caratteristiche simili a quelle di una depressione tropicale, con venti tesi e piogge torrenziali. Il medicane è caratte- rizzato da un centro depressionario ben defini- to e fenomeni temporaleschi legati ad attività termodinamica causata dall'eccesso di energia termica sopra il mare, associato a forti corren- ti fredde in quota, chiamate anche jet stream. Proprio perché trae energia dal calore del mare, solitamente una volta toccata la costa, il medi- cane perde rapidamente di intensità. Il ciclone ha un diametro compreso tra i 200 e i 400 km e al suo interno sono stati registrati venti oltre i 70 nodi, la durata dei fenomeni temporaleschi è solitamente limitata a 48 ore. Le zone dove più frequentemente si sviluppa un medicane è il mare delle Baleari e lo Ionio, pre - valentemente durante la stagione autunnale. Questo fenomeno è sempre più frequente e ne- gli ultimi 30 anni si è sviluppata una ventina di medicane di particolare intensità come Celeno, nel 1995 centrato sopra lo ionio; Cornelia che nel 1996 investì il sud del Tirreno; Zeo, nel 2005 in Sicilia. Nell'ottobre del 2018 Zorbas ha devastato Gre - cia e Turchia con punte di 200 mm di pioggia in 24 ore e venti oltre i 50 nodi. Cosa è un medicane Zante, il medicane di fine settembre ha provocato molti danni. Tutte le barche che non avevano avuto gli ormeggi rinforzati sono state colpite violentemente Andrea Natoli da diverso tempo passa 6-7 mesi l'anno sul suo Hunter 36 in Grecia visitando tutte le isole elleniche. Giornalista ed esperto velista per diversi anni è stato istruttore di vela L'autore

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