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SVN solovelanet: rivista digitale dedicata al mondo della vela. Articoli di navigazione, di nautica e barche a vela

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68 www.solovela.net SVN - Quali sono i vantaggi di una prua reversa? MC - Con l'aumentare delle velocità la resistenza ae- rodinamica comincia ad avere un grosso peso. Per questo motivo le prue sfinate in alto, che ad esempio usano gli ultimi IMOCA, hanno una ragione d'essere. Inoltre, i grossi smussi nella falchetta riducono i pesi in alto con beneficio della stabilità. SVN - Riguardo agli spazi interni sulle barche da crociera, ci sono miglioramenti dei volumi della ca- bina prua? MC - Per il mondo della crociera, più che di prua reversa bisogna parlare di prue con dritto volumino- so e arrotondato come il recente Bavaria C42 che abbiamo progettato, o in misura minore il More 55 e alcune barche francesi. Il dritto rovescio non ha in realtà impatti sui volumi interni. SVN - Quali sono gli svantaggi della prua reversa? MC - Un primo aspetto importante è che costrin- ge a un arretramento dell'attacco dello strallo. Per mantenere il triangolo di prua inalterato, bisogna spostare il piano velico verso poppa anche se ciò va visto caso per caso a seconda delle caratteristiche della barca. Detto questo, a parte l'estetica che può piacere o meno, la prua reversa riduce in parte la lunghezza in coperta e complica l'attacco della delfi - niera, diventata ormai un must. Oltre a questi aspetti non vedo altre grosse controindicazioni. SVN - I costi di produzione rispetto alla prua vertica- le sono di molto superiori? MC - Direi di no, obbliga ad avere uno stampo scafo divisibile, altrimenti lo scafo non si può estrarre, ma al di là di questo, problemi non ne vedo. L a prua reversa non è una invenzione re- cente. Tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 vennero costruite le prime navi militari e incrociatori con questa particolare conforma- zione della prua. Questa aveva due peculiarità: permetteva di ridurre il beccheggio soprattut- to con mare formato avvantaggiando quindi la velocità di spostamento e fuga delle unità; il secondo aspetto è che tale prua poteva es- sere utilizzata per speronare le navi nemiche. Un esempio fu la "Scharnhorst" che fu varata nel 1906. Lunga 140 metri era caratterizzata da una prua reversa e una sovrastruttura non mol - to alta. Arrivando ai giorni nostri (2008), inconfondibi- le il disegno del motor yacht "A" del magnate russo Melnichenko che ha riportato di moda la prua reversa, che tuttavia non è stata ripre- sa sul successivo sailing yacht "A", tra i più discussi progetti degli ultimi anni. Sui grandi yacht a motore è diventata più una moda che una necessità, un colpo d'occhio per rendere unico nel suo genere il proprio gioiello. Pillole di storia Il Grand Soleil 80, uno dei po- chissimi flop del cantiere di Forlì aveva la prua leggermente reversa

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