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'SolovelaNet, la vela nel web', una piattaforma, una sinergia di strumenti per chi naviga

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99 www.solovela.net S arà capitato anche a voi, cantava Mina, ma questa volta non parliamo di un'or- chestra che suona nella testa, ma di topi che ballano a bordo, anche perché è raro avere un gatto in barca e si sa che quan- do il gatto non c'è… Abbiamo chiesto al professor Mauro Delogu, zoolo- go e ricercatore presso l'università di Bologna, come è possibile evitare che questi sgradevoli clandestini salgano a bordo. Dal punto di vista scientifico è innanzitutto importan - te fare una distinzione di razza tra topi e ratti: quelli che normalmente scorrazzano per i porti e salgono a bordo delle barche sono i ratti, non i ratti neri che vi- vono in campagna e sono prevalentemente erbivori, ma più precisamente si tratta del rattus norvegicus, che come è facile intuire dal nome, ha colonizzato l'Europa a bordo delle navi dei Vichinghi, ai tempi della peste del Trecento. Si tratta quindi di un anima - le marinaio e grande nuotatore, ma essendo di taglia relativamente piccola – raggiunge circa i 350 grammi di peso e arriva fino a 35 cm, coda compresa - ha un grande dispendio di energia e tende a raffreddarsi velocemente. Dunque, in presenza di onda o basse temperature è in difficoltà, ma sul mare calmo di una qualunque rada mediterranea è in grado di percorre - re centinaia di metri a nuoto. Il ratto vive in gruppi sociali, che su un'isola pos- sono arrivare a decine di migliaia di individui e gli esemplari più maturi sono in grado di trasmettere la loro esperienza ai compagni più giovani. All'in- terno di ogni gruppo c'è uno scrutatore, diciamo un volontario, che è incaricato di assaggiare tutte le cose nuove e trasmettere le proprie esperienze agli altri. di Luca Da Damos

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