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SVN solovelanet: rivista digitale dedicata al mondo della vela. Articoli di navigazione, di nautica e barche a vela

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35 www.solovela.net In quegli anni era normale avere un secchio d'acqua in sentina, c'erano le linee d'asse, e io dovevo darmi un tono da comandante impavido. Gli astanti fotografa- vano la barca sbandata che però era sempre più lenta. Aperto il vano motore l'eroe della sentina mi chiama, cedo il timone e scendo a guardare. Il riduttore era sommerso, l'asse dell'elica sparito. I coni di legno erano piccoli, andavano bene appena per un lavandino, gli stracci facevano poco e come tappo servivano di più le mani, in quel posto scomo - dissimo e sempre più sommerso. Organizzo un paio di giovanotti per gestire la situa- zione, avvio la pompa di sentina e torno in coperta al governo. - Pronti a virare, torniamo a terra. A questo punto il timone sembra bloccato a 20 gra - di in entrambi i lati e la virata riusciamo a chiuderla con l'eleganza di un pachiderma che fa nuoto sincro- nizzato. L'elica, con tutto l'asse, si è incastrata sulla pala del timone e a questo punto abbiamo anche ma- novrabilità limitata: espressione che fa molto scola- retto da patente nautica, ma che rende bene l'idea. - Ragazzi indossate il giubbotto e raccogliete l'es- senziale personale, soldi e documenti, maglie e sac- chi a pelo. L'isola è sopravvento e comincio a pensare al peg- gio. La mia borsa è grande e deve bastare per tutti. - Portatela in pozzetto. Luca, tu in coperta con me perché manovriamo cercando di tornare a terra, ma prepariamoci a saltare sulla zattera. La terra è a un miglio, forse un miglio e mezzo, ma sembra lontanissima, il rumore del vento aumenta la tensione. A bordo si consuma qualche piccolo episodio di iste - ria, subito estinto con un paio di parolacce pesanti, tuttavia la reazione generale è da equipaggio model- lo, pronto a scattare ai miei ordini. In quel momento li ho amati tutti, soprattutto una ragazza che mi guarda con i suoi occhi marroni e mi chiede con voce calma, quasi sottovoce - ce la faremo? È bellissima e non posso dire quello che davvero penso. Le sorrido ostentando una sicurezza che non ho. Ormai sottocoperta l'acqua arriva alle gi - nocchia, ma il motore continua a borbottare come un ippopotamo che fa i gargarismi. Finché ha aria sulla testa resta acceso, anche se inutilmente. La pompa si ferma perché le batterie ormai sono andate. Pompiamo con la ridicola pompa a mano, ma usiamo soprattutto buglioli, pentole. Insomma, tutto quello che troviamo a por - tata di mano in quel disastro. In alto il monoleva di una barca a vela. Qui sopra un invertitore. Sul fianco si vede una leva nera, alla quale è colle- gato il cavo del monoleva. Se il cavo si rompe mentre la leva è abbassata da una parte o dall'altra, la barca rimarrà con la marcia innestata

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