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SVN solovelanet: rivista digitale dedicata al mondo della vela. Articoli di navigazione, di nautica e barche a vela

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39 www.solovela.net La domanda allora è: se i porti dovran- no ricevere imbarcazioni a emissioni zero o prossime a zero, non dovranno essere loro stessi come prima cosa soggetti a emissioni zero? Per capire se i porti si stanno prepa - rando a diventare strutture green, ab- biamo sentito diversi manager di ma- rine turistiche, i quali ci hanno fatto scoprire cose che non conoscevamo. La prima tra queste è che i marina han- no normalmente un consumo estre- mamente basso di energia elettrica, ma se dispongono di posti in grado di ospitare superyacht, la cosa cambia completamente. Un superyacht di 50 metri divora la stessa energia che divorano circa 200 barche normali in un marina. Abbiamo sempre pensato al marina green come un luogo con i parcheggi coperti da pannelli fotovoltaici o pic - cole pale eoliche, ma Vasco De Cet, direttore del marina di Portisco ci ha spiegato che: "Marina di Portisco, non ha campi fotovoltaici né impianti eolici, ma è già un marina green perché ac - quista solo energia elettrica provenien- te da fonti rinnovabili certificate". Renato Marconi - del quale potrete leg- gere qui a fianco l'intervista integrale, di Michela Laccarino - è presidente di Marinedì, una società che controlla 14 marine tra le quali, Procida, Villasimius o Chiavari in Liguria. Ci assicura che il consumo di energia elettrica di un ma - rina che non ha superyacht, è molto basso. "Il nostro marina a Villasimius in Sarde- gna che ha 600 barche, ha un consumo di circa 50.000 euro di energia elettrica l'anno, il che non giustifica la creazione di impianti fotovoltaici o eolici." Tuttavia, ci sono marina che avendo diversi superyacht tra i loro ospiti hanno bisogno di molta energia come il Marina Cala dei Medici in Tosca - na, dove c'è un ampio parcheggio completamente coperto da pannelli fotovoltaici che utilizza per produrre energia. Anche l'attenzione all'ambiente incide sulla qualità di un porto o di un marina. A bbiamo incontrato Renato Marconi: il fondatore del più grande network di marina del Me- diterraneo, Marinedì che al mo- mento annovera 14 marine e ha in progetto di arrivare a 21. Mar- coni è anche pioniere del green e, come tale, da sempre attento all'ambiente. SVN – A suo parere i gestori di marina in Italia hanno avvia- to un processo di riqualificazione energetica dei porti? R.M. - La tendenza cresce, i cambiamenti in atto sono però dettati da dinamiche economiche più che da scelte etiche. Molti sono gli incentivi per spingere il settore ver- so infrastrutture fotovoltaiche ed eoliche che soddisfino il fabbisogno energetico. Inoltre, diventerà sempre più facile privilegiare la tutela ambientale grazie all'evoluzione delle nuove tecnologie green, che stanno diventando sempre più convenienti, affidabili ed efficaci. SVN – Quanto è importante che un porto riduca il suo im- patto sull'ambiente per i diportisti? R.M. - Le sensibilità sono diverse tra i proprietari delle im- barcazioni, notevole è l'attenzione all'ecologia prestata dai velisti: molti nostri clienti, all'arrivo nei marina, ci chiedono in- formazioni sulla raccolta della plastica o sullo stato di pulizia del bacino acqueo. Altri diportisti, invece, hanno altre priorità. SVN – Sempre più persone, all'acquisto dell'imbarcazione, scelgono motorizzazioni ibride. R.M. - Una motorizzazione più ecologica, che credo venga scelta anche perché meno rumorosa rispetto a quello tra- dizionale. SVN – Se non la riduzione dei consumi, cosa fa vincere oggi la sfida dell'innovazione nel settore? R.M. - La semplificazione amministrativa: utilizzare softwa- re che permettano di registrare i diportisti in pochi minuti, sistemi innovativi come quelli che stiamo utilizzando in tutti i marina del nostro network. SVN – Molti marina del Gruppo da lei fondato nel 2012, come quelli di Policoro, Porto San Giorgio e Brindisi, batto- no Bandiera Blu da ormai moltissimi anni. Per quale motivo lei ha sempre prestato estrema attenzione all'ambiente? R.M. - Perché credo sia indispensabile consegnare un pianeta sano ai nostri figli e così non è. Da quando ho preso la tessera del WWF a 11 anni ho proseguito ad interessarmi in prima per- sona alla protezione dell'ambiente terrestre e marino. Salvare l'ambiente in cui viviamo è la più grande sfida del prossimo secolo. L'alternativa non voglio neanche accennarla... Renato Marconi

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